MORBO DI DUPUYTREN
Il morbo di Dupuytren è una patologia della mano che provoca l’incurvamento e la flessione delle dita. All’inizio, si notano noduli di tessuto connettivo e collagene. Si provano prurito e dolore, con difficoltà a impugnare gli oggetti. Le dita più colpite sono il mignolo e l’anulare, ma anche le altre tre dita possono essere interessate. La malattia può limitare qualsiasi attività manuale.
Il morbo di Dupuytren colpisce principalmente gli uomini tra i cinquanta e i sessanta anni. È più comune nelle popolazioni del nord Europa, per questo è chiamato anche “malattia dei vichinghi”. Le cause sono genetiche, ma possono esserci fattori scatenanti come diabete, abuso di alcol e fumo, o l’assunzione di farmaci anticonvulsivanti. Un forte trauma al polso può anche innescare la malattia.
Come si può curare il Morbo di Dupuytren?
Il morbo di Dupuytren è una patologia permanente. In passato, era necessaria un’operazione chirurgica, ma oggi esiste una tecnica innovativa non chirurgica.
Tecnica non chirurgica per curare il Dupuytren
Il trattamento enzimatico è una procedura sicura ed efficace. Non lascia cicatrici né provoca complicazioni chirurgiche. Si inietta collagenasi nei noduli per distruggere le fibre di collagene. Dopo 24-72 ore, si estende la mano, provocando la rottura naturale dei noduli. Il paziente indossa un tutore in estensione solo di notte.
Tecnica chirurgica per curare il Morbo di Dupuytren
Se necessario, si ricorre alla fascectomia, che consiste nell’asportazione del tessuto patologico. Dopo l’intervento, si applica una stecca per circa 15 giorni. Successivamente, si rimuovono i punti e si inizia la fisioterapia per recuperare l’estensione delle dita.
RIZOARTROSI
La rizoartrosi è l’artrosi che colpisce l’articolazione alla base del pollice (articolazione trapezio-metacarpale). È causata dalla degenerazione della cartilagine che riveste l’osso, portando al dolore quando i monconi ossei vengono a contatto.
Soggetti più a rischio e cause
Colpisce principalmente le donne sopra i quaranta anni. È causata da traumi pregressi o dall’uso eccessivo dell’articolazione, ad esempio nello sport o nel lavoro.
Manifestazioni della rizoartrosi
Il dolore si avverte durante i movimenti di presa tra pollice e indice. Inizialmente, si manifesta solo con movimenti più forti. Con il tempo, il dolore può diventare continuo anche a riposo e limitare il movimento del dito.
Diagnosi e trattamento della rizoartrosi
La diagnosi si effettua tramite esami radiografici. Se la degenerazione è avanzata, si può osservare una sublussazione dell’articolazione. I trattamenti possono essere non chirurgici o chirurgici, a seconda della gravità. Nei primi stadi, si usano tutori o infiltrazioni di corticosteroidi. Nelle fasi avanzate, è necessaria un’operazione chirurgica, che prevede l’asportazione dell’osso artrosico e la sua sostituzione con un tendine.
DITO A SCATTO
Il dito a scatto è una patologia che provoca un movimento irregolare del dito, soprattutto del pollice o dell’anulare. Si avverte uno scatto doloroso durante la flessione e l’estensione del dito. Col tempo, il dito può bloccarsi in posizione piegata.
Cause del dito a scatto
La causa principale è l’infiammazione cronica della guaina sinoviale che riveste i tendini flessori. La patologia è comune tra le donne di età compresa tra 45 e 60 anni. Altri fattori di rischio sono la gravidanza, microtraumi e l’uso ripetitivo di strumenti o dispositivi come smartphone e tablet. Può anche essere associata a malattie come artrite reumatoide, gotta o diabete.
Cosa fare e come curare il dito a scatto
È importante consultare un medico non appena si manifesta il fenomeno. Una prima cura consiste nel riposo del dito con un tutore e l’applicazione di ghiaccio. Se necessario, si possono fare infiltrazioni con corticosteroidi per ridurre l’infiammazione. Se il trattamento non è efficace, si ricorre all’intervento chirurgico.
Intervento chirurgico per il dito a scatto
L’intervento chirurgico è eseguito in anestesia locale. Si apre la puleggia che impedisce il corretto scorrimento del tendine. Dopo circa due settimane, è possibile riprendere l’uso della mano, facendo attenzione a non fare sforzi pesanti per i successivi quindici giorni.
CISTI ATROGENA DEL POLSO
La cisti artrogena, o ganglio, è una protuberanza che si forma nel polso. Si tratta di sacche piene di liquido gelatinoso. La cisti si forma quando la capsula articolare si indebolisce, creando un’erniazione che spinge verso i tessuti superficiali.
Come si forma la cisti artrogena?
Il liquido nella cisti è chiaro e di consistenza gelatinosa. La cisti tende a ingrandirsi poiché ha un passaggio unidirezionale che consente al liquido di entrare ma non di uscire. La cisti può lacerarsi e scomparire, ma spesso si riforma a causa della debolezza della capsula.
Trattamento della cisti artrogena
Non sempre è necessario rimuovere la cisti, a meno che non provochi dolore o problemi estetici. Si può aspirare il liquido o rimuovere chirurgicamente la cisti. La rimozione chirurgica è la soluzione più radicale, ma la cisti può ripresentarsi.
Recupero dopo l’escissione chirurgica della cisti artrogena
Dopo l’intervento, il braccio deve essere tenuto sollevato per almeno 48 ore. Il polso sarà immobilizzato con una stecca per quindici giorni. Dopo circa un mese, si potrà riprendere gradualmente l’attività fisica.
SINDROME DEL TUNNEL CARPALE
La sindrome del tunnel carpale è una patologia comune che colpisce circa il 2% della popolazione tra i cinquanta e i sessanta anni, principalmente le donne. Si manifesta con intorpidimento, formicolio e dolore che interessano le mani, specialmente durante la notte.
Cause della sindrome del tunnel carpale
La sindrome è causata dalla compressione del nervo mediano che passa attraverso il tunnel carpale, una zona stretta nel polso. Altre cause possono essere la gravidanza, la menopausa, il diabete, l’obesità, l’artrite reumatoide e l’osteoartrosi.
Trattamento della sindrome del tunnel carpale
Per trattare la sindrome, è necessario ridurre la compressione sul nervo mediano. Se i sintomi sono lievi, si può usare uno splint o fare infiltrazioni di cortisone. In caso di sintomi gravi, si può ricorrere alla chirurgia.
Trattamento chirurgico endoscopico del tunnel carpale
L’intervento chirurgico in endoscopia è rapido, dura circa 15 minuti, e richiede una piccola incisione. Il recupero funzionale è molto rapido, con un ritorno alle normali attività in poche ore.